Laboratorio esperienziale di mediazione artistica
“Consapevolezza di se stessi tra vecchi stereotipi e nuove identità”
Grazie al processo creativo e alla comunicazione di gruppo agevolata dal mezzo fotografico e altri strumenti artistici quali il collage, la scrittura, il video, la pittura e il teatro, possiamo evidenziare il filo rosso che collega le visioni interiori che ogni giorno ci attraversano, ma che a causa di troppi stimoli e della quotidianità, non si riconoscono. Portando alla luce il nostro mondo immaginario, abbiamo la possibilità di scoprire nuove parti di noi, evidenziare risorse nascoste e migliorare la percezione della vita.
In questi laboratori sperimenteremo insieme anche il potere conoscitivo e trasformativo della fotografia. Le fotografie saranno utilizzate come catalizzatori e punti di partenza per l’esplorazione di se’: Cosa vedo se mi permetto di guardare le cose senza i miei abituali filtri? Cosa vedo se riconosco le cose come se fosse la prima volta che poggio lo sguardo su di esse? Cosa scopro quando mi concedo di guardare il mondo con occhi nuovi, privi di pre-giudizi e certezze? Cosa vedo? E quel che vedo, cosa dice di me?�
In questi appuntamenti sperimenteremo e scopriremo insieme il potenziale emotivo e comunicativo di ognuno di noi.
“Non fotografate le cose come appaiono. Fotografatele come le sentite” – David Alan Harvey
Per partecipare non è necessario avere competenze artistiche e/o fotografiche. I laboratori sono rivolti a tutti.
La partecipazione prevede un ciclo continuo e costante per permettere di svolgere l’attività in maniera adeguata. Il laboratorio partirà con un gruppo prestabilito da minimo 6 ad massimo 12 persone.
Incontri una volta a settimana per due ore circa.
Il 20 ottobre incontro di presentazione del laboratorio.
Per ulteriori informazioni e per prenotarsi contattare la segreteria 389 19 86 778.

