SatSang, Meditazione e Mantra

Meditazione e Mantra

Lo scopo ultimo dei rami che costituiscono la disciplina dello yoga è quello di raggiungere il controllo della propria mente ed entrare in contatto con il proprio Sè superiore, la propria anima, la parte più vera autentica di se stessi.

I primi quattro rami Yama, Niyama, Asana e Pranayama, preparano il corpo e la mente per entrare negli stati superiori di coscienza.

Nel corso di meditazione impareremo le tecniche che fanno parte degli ultimi quattro rami dello Yoga e che conducono il praticante alla meditazione e al samadhi.

PRATYAHARA (il ritiro dei sensi dal mondo esterno)

Questo significa il raggiungimento di uno stato simile al sonno. Durante il sonno escludiamo dalla nostra consapevolezza i suoni che non ci interessano, le sensazioni tattili, la vista e l’olfatto. Allo stesso modo durante la meditazione, il focus viene portato internamente a se stessi, piuttosto che fuori. In questo modo si rimane con la propria attenzione in se stessi.

DHARANA (intensa concentrazione)

Patanjali, il padre dello yoga, indica il Dharana come la concentrazione della mente in un punto o verso qualcosa.

Può essere il punto tra le due sopracciglia, l’immagine del proprio Guru, il suono di un mantra. La concentrazione su un solo punto libera la mente e la prepara per il passo successivo.

DHYANA (meditazione)

Entrando in meditazione lo yogi esperisce per un periodo prolungato di tempo, un senso di connessione molto profonda con la Coscienza Universale. L’esperienza del Dhyana è quella del rilascio, dell’espansione e della tranquillità.

SAMADHI

Il samadhi rappresenta la liberazione, la perfetta conoscenza della verità suprema, nella quale non ci sono più distinzioni, opposizioni, ma si esperisce l’essere come parte del Tutto. Il samadhi è uno stato di totale assorbimento, di squisito equilibrio, in cui lo yogi diventa uno con il proprio punto di concentrazione, in cui supera se stesso e la distinzione tra l’osservatore e l’oggetto di osservazione.

SatSang

Satsang è il nome che diamo alla compagnia di un’Anima risvegliata. Un Satguru fa un Satsang. Dove andrete per realizzare Dio? Al Satsang dove l’Istruttore, Sant o Maestro ha realizzato la Verità ed è competente per impartire questa saggezza ai presenti. In verità, il Satsang è la medicina per quella malattia e dolore che provengono dall’ignoranza della Verità, per cercare la risposta a: esiste Dio e come realizzarlo?
Possiamo sviluppare quest’abitudine andando a vedere regolarmente il Maestro e partecipando ai discorsi saturi di conoscenza divina. Spesso si osserva che le persone con una scarsa preparazione tendono a crescere spiritualmente avvantaggiandosi dalla radiazione del Potere del Maestro nell’atmosfera caricata. O fratelli, mantenete il legame col Satsang e tutti i vostri torti saranno riparati. Anche la vita terrena avrà buon esito. Lo stesso corpo fisico è benedetto quando siede nel Satsang. Il Satsang serve come un recinto protettivo attorno al santo seme della spiritualità, uno gode la radiazione divina e ottiene chiarezza di visione.
( Sant Kirpal Singh Ji )

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